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Taranto, lunedì 30 gennaio 2012 Logo PDP

Adolfo Buffo: i periti danno alcune risposte secche, ma poi leggendo la perizia le certezze diventano dubbi pieni di "se e ma".


Richiesto da parte di alcuni giornalisti di un ulteriore commento, l'Ing. Adolfo Buffo, Rappresentante della Direzione per la Qualità, l’Ambiente e la Sicurezza dell’Ilva di Taranto, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:


"Una premessa: dobbiamo necessariamente aspettare le controdeduzioni dei nostri consulenti per entrare nei dettagli delle conclusioni dei periti del Gip. Possiamo solo parlare a livello generale".


"Io posso solo evidenziare - continua l'Ing. Buffo - che sui quesiti i periti del Gip danno alcune risposte sintetiche e secche ma poi leggendo la perizia tutto diventa meno chiaro e sicuro. Insomma a leggere le conclusioni si ha un'idea, a leggere la perizia un'altra".

"Ad esempio sul secondo quesito: se i livelli di Diossina e PCB nelle pecore e nei terreni circostanti l'area industriale siano riconducibili all'Ilva,  la risposta dei periti sembrerebbe affermativa ma poi parlano di necessità di adottare un principio di cautela, di buona approssimazione, limiti della conoscenza scientifica. Provate a leggere a pag. 525 della perizia per farvi un'idea. Insomma pare che non ci sia così tanta certezza. E poi basta guardare i grafici dei cogeneri per vedere le diversità, sempre a pag. 525. Vero?".


"Un altro esempio? Si parla di dispersione della diossina e la perizia esclude che questa possa avvenire dal Camino E312. Dispersione "a terra" dicono i periti. Ma non si spiega come la polvere, pesante perchè contiene in massima parte ferro, si disperde per un raggio di 20km. E poi come fa ad interessare alcune aree (i pascoli) e non altre più vicine alla Stabilimento? La perizia ha escluso la presenza di diossina nei terreni dei Tamburi."
"La risposta al quesito IV - commenta l'Ing. Buffo - sui valori di Diossina, Benzo(a)pirene e Ipa dice che noi siamo conformi alla legge. Poi, però, qualcuno sembra confondere l'Ilva di Taranto per un inceneritore. Noi, produciamo acciaio, non bruciamo rifiuti. Insomma il ragionamento sembrerebbe: siete nei limiti di legge ma se foste un inceneritore non lo sareste."


"Sul tema BAT - risponde l'Ing. Buffo - il lavoro fatto per la stesura dell'AIA, durato quattro anni, ha dimostrato i risultati raggiunti dall'Ilva nell'adozione delle migliori tecniche disponibili e le performance ottenute sono in linea con le bref europee vigenti."


"Comunque vale il pensiero che ho espresso venerdi  - conclude Buffo - l'incidente probatorio è un momento serio di confronto, e oggi siamo solo ai primi passi. Aspettiamo le prossime perizie per capire meglio quale è la reale situazione".

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